In questo paese meraviglioso che è Montespertoli, se uno volesse stare attento a quel che dicono le persone, si potrebbe lasciarci una manciata di neuroni. Siamo alle porte con i sassi con le elezioni amministrative e, com'è ovvio, c'è un serpeggiante bisogno di capire, informarsi, sapere. Sapere come andrà a finire, capire come votare. E, com'è altrettanto ovvio, c'è chi si erge a qualcosa di più di tutti gli altri. Negli ultimi mesi ne ho trovati parecchi, a sentir loro meglio di altri, più capaci nell'arte della divinazione, più strategici di tutti, più tutto.
E allora, dalla mia pochezza strategica e divinatoria, mi provo in dei commenti.
DOVEVAMO ALLEARCI CON QUALCUNO. Com'è noto fra gli addetti ai lavori, il sottoscritto si è operato abbastanza in questo senso. Molti, immaginando che fra i gruppi non ci fosse dialogo, hanno ritenuto che i gruppi non si fossero mai parlati. NON è così. Abbiamo parlato, discusso, mediato, sfiatato, e concluso che non c’è verso, non ci si fa. Io, che ho partecipato a tutti i contatti fra i due gruppi principali, dico: non ce l’abbiamo fatta, abbiamo tentato e non ce l’abbiamo fatta. Motivi? Non molti, ma evidentemente insormontabili. E voglio chiarire cosa NON è stato, per aiutare chi avrà voglia di leggere a capire cosa possa essere stato, che rimarrà esclusiva di chi era agli incontri e dei partecipanti dei gruppi, almeno che qualcuno (politico all’occorrenza ma anti-politico all’occorrenza) non ci voglia insegnare come si fa politica.
NON sono stati problemi di programma, figuriamoci. Non ho mai sentito di programmi che inneggino a presentare bilanci scorretti, a volere il male dei cittadini, a promettere personalismi o posti di lavoro, a invitare alla scorrettezza, a sperare nel deterioramento della società civile e economica. Queste sono cose che si fanno dopo o si promettono sotto voce a pochi intimi. Nel bianco su nero tutti i programmi promettono il meglio, a volte anche troppo. Tant’è vero che sono della convinzione che quanto più ci avvicineremo alle elezioni, tanto più i programmi si assomiglieranno, con qualche ideina in più da una parte e qualche ideina in più da un’altra.
NON è stata la politica nazionale. Nei vari incontri nessuno ha MAI tirato in ballo problemi di tessere o di schieramento. Ideologismi di sinistra o di destra non hanno fatto parte della discussione. E doveva essere così.
NON è stato un problema di mancanza di fiducia reciproca. Da una parte e dall’altra ci sono state spesso anche prese di posizione pubbliche tese a ribadire che i cosiddetti “vertici” di una e dell’altra parte sono persone a modo. E ancora ritengo lo siano.
NON ci siamo mai offesi. Le discussioni sono state sempre improntate alla pacatezza, con modi adeguati alla bisogna e civili. Ci siamo riusciti senza sforzo e questa è una cosa di cui andare fieri.
NON è stato per la paura che, una volta vinte le elezioni, una parte potesse manovrare l’altra; l’ingenuità è forse pr...
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